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salute

I “perché” ed i “come” dell’ipertensione

È un problema per 15 milioni di Italiani, un fattore di rischio per altre malattie più gravi come l'infarto, l'ictus e l'insufficienza renale. Ecco cosa fare per imparare a gestire la pressione

 

Soffrire di ipertensione più che una malattia rappresenta un fattore di rischio per altre malattie più gravi come l'infarto, l'ictus e l'insufficienza renale.

In Italia ne soffrono circa 15 milioni di persone e ne muoiono circa 240 mila l'anno, il 40% di tutte le cause di morte. Questi i dati diffusi dalla Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa durante la V Giornata Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa promossa dalla World Hypertension League. Il tema centrale era “Sale e Ipertensione, i due killer silenziosi”. Usare poco sale, infatti, aiuta a evitare brutte sorprese.

Perché il sale fa male
“Il sale può essere pericoloso – spiega il professor Fabio Magrini, direttore del Centro di ipertensione e medicina Cardiovascolare dell’Università degli Studi di Milano (Fondazione Policlinico-Mangiagalli) – ma non è detto che faccia male. Sbaglia chi lo considera un nemico dell’umanità. L’unica regola è non usarne più di 4/5 grammi al giorno a testa, ovvero un cucchino raso a testa. Ma in Italia se ne usano tre volte il necessario”. Tuttavia esiste una fetta di popolazione, circa il 20% degli ipertesi, che è ‘salt sensitive’. In sintesi i reni di questi soggetti, quando assumono il sale, che si compone di sodio e potassio, trattengono il sodio senza riuscire ad eliminarlo. “L’aumento del sodio fa in modo che il corpo trattenga più acqua, con una conseguente espansione del volume plasmatico”. E così aumenta anche la pressione. Insomma il sale non fa altro che innescare l’ipertensione arteriosa.

Consigli per le donne
“Tutti devono sempre misurare la propria pressione – conclude Magrini – ma le donne devono adottare qualche piccolo accorgimento e controllare più spesso la propria pressione, soprattutto in quattro fasi della loro vita: cioè durante la gravidanza, la menopausa, mentre si seguono trattamenti ormonali sostitutivi e quando si assume la pillola contraccettiva”.


Un decalogo per tutti

1. Scopri il valore della tua pressione quando compi i 20 anni
2. Impara a misurarla a casa o in un posto tranquillo
3. Ricordati che non deve superare i 140
4. Misurala a tuo padre, a tua madre e a tutta la famiglia
5. Dopo i 40 anni misurala una volta all’anno (ad esempio, per non dimenticarti, nel mese del tuo compleanno)
6. Sappi che la pressione:
• durante la gravidanza deve abbassarsi
• durante la menopausa può oscillare
• durante lo sforzo fisico o l’emozione può andare a 180
• durante il sonno può scendere sotto i 100
7. Se un giorno superi i 140, misurala per due settimane e parlane al tuo medico
8. Se il tuo medico ti consiglia di prendere delle “pastiglie per la pressione”, informalo su come ti senti dopo una settimana
9. Non sospendere le pastiglie anche se la tua pressione è tornata normale (inferiore a 140) e ricordati di prenderle anche durante le feste o le vacanze
10. Non assumere le pastiglie per la pressione prescritte ad altri (amici, parenti, conoscenti) perché l’effetto delle pillole varia da persona a persona.



Cristina Moretti

(27-05-2009 06:38)




 
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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 27-05-2009 alle :