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“Il Treno
dell’Arte - Museo per un Giorno”
1 Ottobre - 10 Novembre 2007
Sei vagoni sono stati trasformati in un vero e proprio Museo con 120 opere da Tiziano alla Street Art: 500 anni di Arte Italiana; Tiepolo, Fattori, Boccioni, Sironi, De Chirico, Morandi, Fontana, Vedova, Rotella ed altri ancora. Le opere sono state selezionate da studiosi e critici dell’arte: il 1550 ed il 1600 sono stati curati da Vittorio Sgarbi, il 1700 da Ferdinando Arisi, il 1800 da Duccio Trombadori, il 1900 da Luca Beatrice, le Ultime Generazioni e la Street Art da Chiara Canali. Tutti i capolavori provengono da collezioni private e in alcuni casi vengono esposti per la prima volta al pubblico.
La visita è gratuita.
Per informazioni sulle soste in città www.trenodellarte.it
Enrico Baj
(Milano 1924 - Vergiate 2003)
Protagonista delle avanguardie degli anni Cinquanta e Sessanta, accanto a Fontana, Jorn, Manzoni, Klein, Baj stringe rapporti con Max Ernst, Marcel Duchamp, E. L. T. Mesens, e altri artisti del gruppo Cobra, con il Nouveau Réalisme, il Surrealismo e la Patafisica. Nel 1951, fonda a Milano, con Dangelo e Dova, il “Movimento Nucleare”; nel 1954, in opposizione alla sistematica ripetitività del formalismo stilistico, dà vita con Asgern Jorn al “Mouvement International pour une Bauhaus Imaginiste” contro la forzata razionalizzazione e geometrizzazione dell'arte. La sua opera ironica e fortemente satirica si avvale di un linguaggio neodadaista; rappresenta personaggi o avvenimenti usando una tecnica mista a collages di materiali di ogni genere (medaglie, specchi rotti, conchiglie, passamaneria, frammenti metallici, ecc.). Questi collages policromatici e polimaterici costituiscono l’icona della vena pungente dell'artista milanese. Dalle prime figurazioni del periodo nucleare (1951) manifesta un grosso impegno contro ogni tipo di aggressività con grotteschi collages come I Generali del 1959. Baj accentua la critica alla contemporaneità e all’uso indiscriminato delle tecnologie con Epater le robot (1983), mentre con Metamorfosi e metafore (1988), denuncia la corruzione del gusto originata dalla cultura del prodotto industriale. Nel 1993 inizia il ciclo delle Maschere tribali, dei Feltri e dei Totem. Il 1999, invece, è caratterizzato dai 164 ritratti dei Guermantes tratti dalla Recherche di Proust. Per Baj l’accostamento di pittura e letteratura è sempre fonte di inesauribile ispirazione. Artista inquieto, intreccia costantemente l'attività creativa con la riflessione sull'arte. |
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