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“Il Treno
dell’Arte - Museo per un Giorno”
1 Ottobre - 10 Novembre 2007
Sei vagoni sono stati trasformati in un vero e proprio Museo con 120 opere da Tiziano alla Street Art: 500 anni di Arte Italiana; Tiepolo, Fattori, Boccioni, Sironi, De Chirico, Morandi, Fontana, Vedova, Rotella ed altri ancora. Le opere sono state selezionate da studiosi e critici dell’arte: il 1550 ed il 1600 sono stati curati da Vittorio Sgarbi, il 1700 da Ferdinando Arisi, il 1800 da Duccio Trombadori, il 1900 da Luca Beatrice, le Ultime Generazioni e la Street Art da Chiara Canali. Tutti i capolavori provengono da collezioni private e in alcuni casi vengono esposti per la prima volta al pubblico.
La visita è gratuita.
Per informazioni sulle soste in città www.trenodellarte.it
Carlo Carrà
(Quargnento, Alessandria 1881 - Milano 1966)
Nel 1906 entra all'Accademia di Brera, dove incontra i giovani pittori Bonzagni, Romani, Valeri e Boccioni. Nel 1910 insieme a Marinetti, Boccioni e Russolo scrive un manifesto rivolto ai giovani artisti esortandoli ad un rinnovamento del linguaggio espressivo. All'appello rispondono Balla e Severini: nasce il Futurismo. Agli inizi del 1913 il “Movimento futurista” diventa punto di riferimento anche per il gruppo fiorentino de "La Voce", che sta avviando la nuova rivista "Lacerba", diretta da Papini e Soffici. Nello stesso periodo stringe rapporti con i cubisti francesi e nel 1914 si trasferisce Parigi. Ma già matura in lui la crisi del futurismo: i collage che disegna sono un primo chiaro segno del distacco dal movimento marinettiano. Inizia per l'artista un periodo di riflessione e di studio dei classici. Nel 1916 a Ferrara incontra De Chirico, Savinio, Govoni, De Pisis, maturando così la sua adesione alla nuova poetica metafisica. Nel 1919 rientra a Milano. Segue un periodo di crisi interiore e artistica dal quale riemerge con una nuova visione della pittura, indirizzata alla ricerca della semplificazione dell'immagine. E' il presupposto della terza stagione della sua ricerca artistica, il cosiddetto "realismo lirico", che ha inizio nel 1921. Entra definitivamente a contatto con una nuova sintesi tra idea e natura e soggetti prediletti diventano i paesaggi. Nel 1923 è a Camogli poi in Versilia, dove rimane folgorato dai paesaggi luminosi e solitari, le spiagge deserte, i monti sul mare, i capanni abbandonati. Contemporaneamente al lavoro artistico, Carrà continua a svolgere una battaglia per il rinnovamento dell'arte moderna, attraverso scritti di critica e dottrina estetica. |
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