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“Il Treno
dell’Arte - Museo per un Giorno”
1 Ottobre - 10 Novembre 2007
Sei vagoni sono stati trasformati in un vero e proprio Museo con 120 opere da Tiziano alla Street Art: 500 anni di Arte Italiana; Tiepolo, Fattori, Boccioni, Sironi, De Chirico, Morandi, Fontana, Vedova, Rotella ed altri ancora. Le opere sono state selezionate da studiosi e critici dell’arte: il 1550 ed il 1600 sono stati curati da Vittorio Sgarbi, il 1700 da Ferdinando Arisi, il 1800 da Duccio Trombadori, il 1900 da Luca Beatrice, le Ultime Generazioni e la Street Art da Chiara Canali. Tutti i capolavori provengono da collezioni private e in alcuni casi vengono esposti per la prima volta al pubblico.
La visita è gratuita.
Per informazioni sulle soste in città www.trenodellarte.it
Todeschini Giacomo Francesco Cipper detto il
(Feldkirch, Austria 1664 - Milano 1736)
Questo pittore che dipinge il suo ritratto è Giacomo Francesco Cipper detto il Todeschini. È uno spiritoso doppio autoritratto da appaiare alla composizione pubblicata da Luisa Tognoli nel volume “G. F. Cipper, il Todeschini”, (Bergamo, 1976, fig. 3, p. 4, cat. 143), la stessa resa nota da A. L. Mayer nel 1918 in “Monatshefte für Kunstwissenschaft” (p. 106). In quella, però, l’artista non dipingeva se stesso ma una vecchia; qui, come nell’ovale già a Düsseldorf nella coll. Leifmann pubblicato dalla Tognoli (a pagina 94, figura 125, cat. 28), il Todeschini dipinge se stesso di profilo, come aveva fatto con il volto della vecchia, accanto al suo autoritratto visto di fronte, e con un gusto della caricatura che rimanda agli esempi del Della Vecchia, come notò opportunamente Maria Silvia Proni nel volume “Giacomo Francesco Cipper detto il “Todeschini” (Soncino, 1994, pp. 66-67, cat. 14) ripubblicando l’ovale di Düsseldorf ora in collezione milanese. La presente versione è anch’essa tutta di mano del Todeschini, con qualche variante nel colore. Che si tratti di un doppio autoritratto sembra fuori discussione, anche se i lineamenti non corrispondono perfettamente a quelli del “Pittore nello studio” conservato ad Hampton Court, nella King’s Collection, ma quest’ultimo è del 1736, l’anno della morte dell’artista, mentre il doppio autoritratto dovrebbe essere del 1710, vicino, come tempo, al “Pittore nello studio”della collezione Giroldi di Locarno. |
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