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“Il Treno dell’Arte - Museo per un Giorno”
1 Ottobre - 10 Novembre 2007

Sei vagoni sono stati trasformati in un vero e proprio Museo con 120 opere da Tiziano alla Street Art: 500 anni di Arte Italiana; Tiepolo, Fattori, Boccioni, Sironi, De Chirico, Morandi, Fontana, Vedova, Rotella ed altri ancora. Le opere sono state selezionate da studiosi e critici dell’arte: il 1550 ed il 1600 sono stati curati da Vittorio Sgarbi, il 1700 da Ferdinando Arisi, il 1800 da Duccio Trombadori, il 1900 da Luca Beatrice, le Ultime Generazioni e la Street Art da Chiara Canali. Tutti i capolavori provengono da collezioni private e in alcuni casi vengono esposti per la prima volta al pubblico. La visita è gratuita.

Per informazioni sulle soste in città www.trenodellarte.it


Tiziano Vecellio
(Pieve di Cadore 1490 ca. - Venezia 1576)

La lunga vita di Tiziano percorre il ‘500 rispecchiandone la parabola che inizia in armonie dense di richiami classici per poi terminare nella drammaticità delle ultime opere. Tiziano Vecellio nasce a Pieve di Cadore attorno al 1490. Trasferitosi a Venezia giovanissimo, frequenta la bottega di Giovanni Bellini, diviene presto allievo e collaboratore di Giorgione che avrà profonda influenza sulla sua formazione. Alcuni dipinti come il Concerto campestre del 1508 sono di dubbia attribuzione tanto lo stile dei due maestri converge in quegli anni. Studia Mantegna, Raffaello, Dürer. Tra le opere giovanili si ricorda la serie delle mezze figure femminili tra cui la Flora. Realizza alcune grandi opere tra cui L’Amor Sacro e l’Amor profano nel 1515, l’Assunta dei Frari nel 1518 e la Pala Pesaro. Lavora in diverse corti italiane nel 1519 è a Ferrara, a Mantova nel 1523, a Urbino nel 1532. Si dedica a soggetti mitologici come il Baccanale, dipinge numerose tele per l’imperatore Carlo V, tra cui la Venere di Urb ino del 1538. Nel 1545 soggiorna a Roma, sono gli anni in cui sviluppa lo stile altamente drammatico ed emotivo della maturità. Ritrae Papa Paolo III Farnese con i suoi nipoti. Nel 1548 è al seguito di Carlo V, alla Dieta di Augusta, realizza il celebre ritratto dell’Imperatore a cavallo. Tornato a Venezia si dedica alla serie di pale religiose tra cui la Deposizione, continua a dipingere anche da anziano realizzando capolavori come Apollo e Marsia. Muore a Venezia nel 1576 mentre infuria la peste.
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