Inizio d’anno importantissimo per il Sacro Convento di San Francesco ad Assisi che ha firmato un accordo con il Ministro dell’Istruzione Fioroni, grazie al quale in diecimila scuole italiane entrerà la rivista “San Francesco patrono d’Italia”.
Che si tratti di una delle più significative iniziative intraprese dai frati assisani negli ultimi tempi, lo conferma Padre Enzo Fortunato, direttore della Rivista dal 2005 che spiega il punto nevralgico di tale progetto: “raggiunge i giovani” , dice Padre Enzo, “radice del nostro territorio e soprattutto nostro futuro”.
“Questo progetto” , racconta Padre Fortunato, “è sempre stato un mio particolare sogno da quando, nel 2005, sono diventato direttore della rivista. Certo tanti sono gli ostacoli, dettati anche dalla povertà” , ma come l’animus francescano insegna, “le cose belle si fanno con cose povere” .
Il mensile francescano d’altronde era davvero pronto a salire questo ulteriore gradino del suo lungo percorso. La rivista nasce infatti molti anni fa, il 15 settembre 1920 ed inizia la sua annualità nel 1921.
Prime battute in sordina dunque per “San Francesco patrono d’Italia. Review” che allora si chiamava “San Francesco d’Assisi” , dato alle stampe in occasione della preparazione al VII centenario della morte del Santo: un migliaio di copie appena, sufficienti a mala pena ad occuparsi delle iniziative legate al centenario, nonché alla vita del santuario.
Ma questo inizio in souplesse fu tuttavia molto apprezzato, come papa Benedetto XV non mancò di sottolineare: “viva soddisfazione e volentieri encomiamo…”.
Dopo quattro anni, nell’aprile del 1924 la rivista cambia nome e diventa bimestrale: ora è “La voce del Padre” , ma non tardano ad arrivare alla redazione le lettere di disappunto dei lettori, così presto la rivista ritorna mensile.
Il gennaio 1939 segnò una svolta di rilievo: la proclamazione di San Francesco patrono d’Italia insieme a Santa Caterina. A questo punto la rivista assume, a buon diritto, il nome di “San Francesco patrono d’Italia” .
Negli anni ’90 è invece il format a rinnovarsi: nel 1996 il giornale da pocket passa all’attuale dimensione in A4.
E nel nuovo millennio si definiscono altri aspetti, innanzitutto dal 2005 per la prima volta appaiono le prime pubblicità (oggi dodici sono le pagine pubblicitarie per un totale di venticinque sponsor che si alternano: 4 internazionali, 11 nazionali, 10 regionali) ed inizia una serie di rubriche fisse.
Attualmente, cioè nel 2007, “abbiamo raggiunto due obiettivi importanti” , spiega Padre Enzo Fortunato: “siamo arrivati a quota 70.000 copie, triplicando gli abbonamenti” , grazie anche all’ultimo goal “la stipula del dell’accordo legato alla diffusione nelle scuole”.
Nella rivista quattro sono le corsie preferenziali: opinioni, approfondimenti, interviste e rassegne fotografiche degli eventi.
Un mensile di livello dunque, al quale collaborano firme autorevoli, come quelle di Aldo Cazzullo, Savino Pezzotta, e Maurizio Gasparri, Francesco Giorgino e Chiara Frugoni.
La redazione interna comprende quattro frati: Enzo Fortunato, direttore dal 2005, Silvestro Bejan, Augusto Drago, Antonello Fanelli; la redazione esterna comprende cinque collaboratori: Federica Menghinella, Francesco Nati, Adriano Porqueddu, Francesco Agneloni, Tiziana Boirivant. Altre quaranta persone lavorano stabilmente a vario titolo alla rivista.
Poi c’è anche il sito web della rivista www.sanfrancescopatronoditalia.it che aggiorna i lettori circa attività ed iniziative parallele del Sacro Convento e che offre spunti trattai dal giornale cartaceo. Proprio attraverso il portale ci si può abbonare comodamente on line alla rivista.
Dopo l’accordo siglato fra Sacro Convento e Ministero ed alla luce della legge approvata dal Parlamento, comincia un’attiva collaborazione con tutte le scuole del Paese che interagiranno apportando i propri contributi.
“È certamente una finestra che ci permette di guardare il mondo alla luce degli eventi e degli incontri che qui si vivono”, commenta la redazione.
I “valori trattati nella rivista” dice Padre Enzo Fortunato, soddisfatto di aver raggiunto i giovani studenti delle scuole italiane, “sono patrimonio comune: pace, fraternità, dialogo fra persone appartenenti a culture e religioni diverse, sono le strade principali per attuare l’umana convivenza”.
E proprio nell’istituzione scolastica i ragazzi vivono le prime esperienze di condivisione all’interno di un tessuto sociale sempre più multietnico e pluriculturale.
È un bene dunque anche per loro “poter abbeverarsi ad una fonte evangelica genuina che non crea difficoltà al laico come all’uomo di fede”, spiega Padre Fortunato, convinto che solo così si può portare avanti l’etica francescana dell’accettazione, nonchè della comprensione di chi è diverso, emarginato, “alter” .
Padre Enzo ci tiene poi a sottolineare come nel progetto gli allievi italiani non saranno semplici utenti, ossia lettori, ma parteciperanno in “sinergia ed interazione, dando vita ad un dibattito ampio nel quale essi stessi possono suggerire indicazioni nuove circa gli argomenti d’interesse specifico” . Quindi i giovani sono protagonisti, solo così d’altronde, spiega Padre Fortunato, si può “rinnovare il carisma perenne ed attuale di San Francesco d’Assisi”.
Già nel primo numero del 2007 di “San Francesco patrono d’Italia” l’inserto speciale di quattro pagine è dedicato ad una scuola di Brescia, ad una di Napoli e ad una di Assisi e contiene poi anche l’intervista al Ministro Fioroni.
Appare subito evidente l’attenzione ai segnali del territorio all’interno del quale le scuole interagiscono, ricevendo segnali e restituendo imput.
Con poche parole, ma con immensa riconoscenza ed affetto, Padre Fortunato vuole ringraziare l’ingegner Emo Agneloni, Luigi Bisignani e Vittorio Farina, che sostengono le attività di redazione, di grafica, di stampa e di diffusione della rivista.
(24-01-2007)
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