Prenderà il via giovedì 23 novembre 2006 la XXXII edizione del “Premio Mondello – Città di Palermo”.
Si annuncia che Giampaolo Rugarli, uno dei tre vincitori della sezione Opera di autore italiano, ha comunicato il suo ritiro dal premio. Notizia che è giunta inaspettata e inspegabile alla giuria, poiché l’autore era stato avvertito della sua vittoria nello scorso mese di luglio.
Come è ormai consuetudine, la premiazione di sabato 25 novembre sarà preceduta da un convegno, intitolato quest’anno “I nuovi scrittori e il Novecento”, a cui parteciperanno giovani scrittori e critici, italiani e stranieri.
Come sottolinea il presidente della giuria Gianni Puglisi, “Il convegno prosegue la tradizione che da sempre caratterizza il Premio Mondello, iniziata nel 1976 con la tavola rotonda “Il ruolo del poeta oggi”, che vide la presenza tra gli altri di Carlo Betocchi e Bartolo Cattafi, e proseguita sino ad oggi”. Ricordiamo almeno gli ultimi titoli: “La questione dello sperimentalismo” (2003), “Il canone oscillante” (2004) e “Poesia e politica. Nel trentennale della morte di Pier Paolo Pasolini” (2005).
Sabato alle ore 12, al Grand Hotel Federico II di Palermo, in via Principe di Granatelli 6o, Uwe Timm, vincitore della sezione Opera di autore straniero, e Alain Elkann, Premio speciale del Presidente della giuria, incontreranno la stampa.
IL PREMIO
Il Premio Mondello Città di Palermo, uno tra i più antichi e prestigiosi premi italiani e il primo ad essersi aperto alla letteratura straniera e alle opere prime, è giunto alla sua trentaduesima edizione. Il Premio, promosso dal Comune di Palermo in collaborazione con la Fondazione Andrea Biondo e la Fondazione Banco di Sicilia, verrà preceduto, come da tradizione, da un convegno, dal titolo I nuovi scrittori e il Novecento, al quale parteciperanno scrittori e critici della nuova generazione, sia italiani che stranieri. Il convegno intende indagare i rapporti di predilezione che tutta una nuova leva di scrittori ha con la tradizione novecentesca. Il convegno si terrà nei giorni 23 e 24 novembre presso Villa Zito. La cerimonia di premiazione si svolgerà, come di consuetudine, nella straordinaria cornice della baia di Mondello, il 25 novembre, giorno in cui verrà votato, da una giuria di studenti e dalla giuria dei critici, il super vincitore della sezione Opera di autore italiano.
I VINCITORI della XXXII Edizione
• Opera di autore italiano: Giulio Angioni, Le fiamme di Toledo (Sellerio), Paolo Di Stefano, Aiutami tu (Feltrinelli), Giampaolo Rugarli, I giardini incantati (Marsilio)
• Opera di Autore straniero: Uwe Timm, Rosso (Le Lettere)
• Poesia “Premio Ignazio Buttitta”: Roberto Rossi Precerutti, Rovine del cielo (Crocetti)
• Opera Prima: Francesco Fontana, L’imitatore di corvi (Feltrinelli)
• Opera di traduzione “Premio Agostino Lombardo”: Susanna Basso per la traduzione de I Fantasmi di una vita di Hilary Mantel (Einaudi)
• Premio per il Teatro: Luigi Lo Cascio
• Premio per la Comunicazione: Bruno Vespa
• Premio Speciale della Giuria: BIBLIT, comunità virtuale di traduttori
• Premio Speciale del Presidente della Giuria: Alain Elkann
IL CONVEGNO
I nuovi scrittori e il Novecento
Palermo, 23-24 novembre 2006
Fondazione Banco di Sicilia, Villa Zito, Viale della Libertà 52
Il secolo si è chiuso e l’impressione consegnata ai posteri dalle più avvertite coscienze critiche è che si vivesse e si scrivesse, al massimo, in uno stato di proroga e di commemorazione provvisoria.
Nel 1979 appariva Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino: la letteratura arrivava al capolinea del metaromanzo.
Nel 1980 era la volta del Nome della rosa di Umberto Eco: la nostra prosa si apriva al postmoderno, nella convinzione che tutto era stato scritto e che si potesse solo riscrivere, magari con euforia erudita se non con cinismo goliardico. Nonostante questo, gli anni Ottanta sono quelli della nuova narrativa italiana (Tondelli, Calandri, Piersanti) che si affacciava sulla scena culturale ricominciando tutto da capo come se fosse possibile mettere tra parentesi le macerie del Novecento.
Ma era un’operazione possibile?
Si trattava della scoperta di un nuovo mondo o di un fenomeno di rimozione collettiva?
Gli scrittori che hanno esordito in questi ultimi anni, quasi tutti a millennio concluso, si confrontano ancora con queste domande o hanno ripreso il filo con i classici?
Magari privilegiando più gli stranieri - da Faulkner a Musil - quei classici del secolo appena trascorso che la stagione del postmoderno e della fine della storia credeva di aver messo per sempre tra parentesi. Ma questi narratori in quale direzione vanno?
Sentono di esprimere il nuovo o desiderano reinventare l’antico?
Hanno padri e madri?
Si sentono fratelli? O, forse, si odiano e si vivono come nemici?
Il convegno “I nuovi scrittori e il Novecento” intende porre queste domande all’ultima generazione di narratori, italiani e stranieri, quelli nati tra il 1960 e il 1980, attraverso una sessione di discussione e due tavole rotonde alla quale parteciperanno, stimolando il confronto più alto, alcuni critici italiani.
Programma
• 23 novembre, ore 16
tavola rotonda
Gonzalo M. Tavares, Vanessa Ambrosecchio, Giosuè Calaciura, Pietro Grossi, Filippo La Porta. Presiede Gianni Pugliesi
• 24 novembre, ore 10
tavola rotonda
Mario Desiati, Alessandro Piperno, Antonio Scurati, Evelina Santangelo, Margherita Ganeri. Modera Massimo Onori
ore 16
tavola rotonda
Philippe Forest, Camilla Baresani, Giuseppe Genna, Domenico Scarpa, Raffaele Manica. Modera Franco Cordelli
(23-11-2006)
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