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“Pari opportunità” non fa rima con “pari stipendio”

Le donne possono vestire come gli uomini, fumare in pubblico ed uscire da sole… eh! Quanta strada dalle lotte femministe! Peccato però che ancora le signore guadagnino mediamente il 23% in meno dei colleghi


Ogni anno se ne parla, spesso in concomitanza della Festa della Donna, l’8 marzo insomma, quando ci si ricorda, per un giorno, che la parità dei sessi è un’utopia, non per evidenti differenze fisiologiche, ma per una serie di altri motivi, alcuni per altro tutto fuorché espliciti.

Qual è l’argomento? Quanto guadagnano le signore, sì proprio loro, le lavoratrici in gonnella, le dipendenti “rosa”, il sesso debole insomma… non in assoluto certo, né in particolare, ma piuttosto in media in confronto agli uomini.

La risposta arriva dai ricercatori dell'Istituto Isfol ed è, rullo di tamburi… più di 3.800 euro in meno all'anno, ebbene sì, a tale quota si attesta il divario medio di reddito tra dipendenti uomini e donne nel 2005.
Non è tutto, se si considera poi che questo gap si amplifica per i lavoratori autonomi, giungendo così a superare quota 10.816 euro all'anno.
Tradotto in percentuale, questo bailamme di numeri, significa che la differenza tra gli stipendi medi tra uomini e donne dipendenti è del 23%, tra gli autonomi del 40%, in parte, pare, per via del meno cospicuo impegno orario delle lavoratrici.

(17-10-2006)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 17-10-2006 alle :