Tra lunedì 28 agosto e il 10 settembre, il festival Dromos celebra a Oristano, ma con tappe anche negli immediati dintorni, la sua ottava edizione.
Organizzata dall´omonima associazione culturale, la manifestazione arriva al clou dopo aver collaborato ad una serie di riuscite iniziative nel corso dell´estate: come la due giorni di "Altri Mari" (il 24 e 25 luglio), con lo scrittore Stefano Benni e il jazzista Paolo Fresu protagonisti a Capo Mannu di un intrigante incontro fra musica e narrazione; o come le "Notti di Tharros", con lo stesso trombettista berchiddese alla testa del suo ormai storico quintetto nello splendido scenario della città fenicio-punica e romana che sorge nella penisola del Sinis (il 19 luglio).
Ed è proprio a Tharros che Dromos ospita lunedì 28 agosto (ore 21:30) il primo appuntamento in cartellone: protagonista Vinicio Capossela, istrionico e visionario cantautore, maestro della mescolanza di suoni e segni, che inaugura così il suo "Tour delle pietre", un trittico di concerti dedicato alla Sardegna e ad alcuni dei suoi luoghi più suggestivi, come appunto gli antichi resti della città fondata dai fenici nell´ottavo secolo avanti Cristo. Pare la location ideale per apprezzare dal vivo il repertorio di "Ovunque proteggi", l´ultimo album di Capossela (è uscito lo scorso gennaio): canzoni che parlano di Meduse e Minotauri, di naufragi e colossei, mescolando il sacro col profano, la mitologia classica e i riti religiosi del sud Italia, citazioni bibliche e cinematografiche. Un disco che, oltre tutto, deve qualcosa all´isola dei nuraghi, se è vero che il suo concepimento risale a un carnevale in Barbagia. Ad accompagnare Capossela in questo concerto, coprodotto da Dromos e Jazz in Sardegna, Michele Vignali (ance), Alessandro "Asso" Stefana (chitarre), Vincenzo Vasi (theremin, campionamenti, percussioni e marimba), Glauco Zuppiroli (contrabbasso) e Zeno De Rossi (tamburi).
Da Tharros il festival si trasferisce a Oristano per giocarsi "in casa", fra il 4 e il 6 settembre, la sua fase più intensa. Il jazz la fa da padrone con i concerti di tre nomi di spicco della scena italiana di questa musica: Danilo Rea, Gianluca Petrella e Roberto Gatto. Il primo si presenta nella città di Eleonora in versione solistica per rileggere a modo suo pagine celebri del melodramma: melodie di Puccini, Verdi, Mascagni e Bizet offrono al pianista romano la materia prima per sbrigliare le sue straordinarie doti di improvvisatore, come testimonia il disco "Lirico" (uscito due anni fa) che presta il titolo al suo concerto del 5 settembre a San Giovanni dei Fiori (ore 21): un personalissimo omaggio alla grande tradizione operistica firmato da Danilo Rea.
Il jazz è il genere di riferimento principale anche dell´altro set in programma nella stessa serata: al centro dei riflettori il Bread & Tomato Trio del trombonista Gianluca Petrella, con Michele Papadia all´organo Hammond e Fabio Accardi alla batteria: un combo energico e creativo, capace di far battere il piede e, al tempo stesso, di nutrire la mente. Impegnato anche la sera successiva (il 6 settembre, ma stavolta in completa solitudine), Gianluca Petrella ritorna a Oristano sette mesi dopo la sua applaudita esibizione alla testa dell´Indigo 4 e sulla cresta dell´onda di un successo crescente: l´ultimo referendum della rivista Musica Jazz l´ha eletto musicista italiano dell´anno (ex aequo con Franco D´Andrea), mentre è di pochi giorni fa il prestigioso primo posto nella categoria "Rising Stars" ottenuto nell´annuale sondaggio fra i critici della rivista americana Down Beat.
Completa il trittico di concerti jazz il quintetto di Roberto Gatto, di scena il 10 settembre (ore 21:30) a Nurachi (nell´area concerti del museo "Peppetto Pau") con un tributo a Miles Davis e allo storico ensemble guidato dal "divino" trombettista fra il 1964 e il ´68. Attivo sulle scene fin dalla metà degli anni Settanta, membro stabile del quartetto e del quintetto di Enrico Rava nonché leader di tanti progetti e dischi, Roberto Gatto è giustamente considerato tra i migliori batteristi del panorama europeo. All´appuntamento con Dromos si presenta con un organico di straordinaria caratura: a fargli degna compagnia ci saranno infatti il trombettista Flavio Boltro, il sassofonista Daniele Scannapieco, Dado Moroni al pianoforte e Rosario Bonaccorso al contrabbasso.
Il jazz fa dunque la parte del leone in questa ottava edizione del festival. Ma Dromos ama da sempre il metissaggio, la mescolanza di tradizioni, linguaggi e generi differenti. Ecco allora la Bollywood Brass Band, formazione anglo-indiana di undici elementi in arrivo da Londra: undici musicisti (e musiciste) alle prese con strumenti a fiato (sassofoni, trombe, tromboni e basso tuba), batteria e percussioni tradizionali del subcontinente indiano (dhol e dholak), per un repertorio di brani tratti da film vecchi e nuovi del cinema di Bombay, musiche popolari del Punjab e grandi classici indiani venati da influenze samba, reggae, jazz e balcaniche. Una miscela coinvolgente e ipnotica, dove gli intrecci eleganti dei fiati sono sostenuti da incalzanti ritmi bhangra. Doppio impegno per la BBB a Oristano il 6 settembre: una parata in piazza Roma alle 19:30, e poi in serata un concerto a San Giovanni dei Fiori, subito dopo il solo di Gianluca Petrella.
Nello stesso filone ideale di Dromos rientra anche il progetto "Abba s Abbas", con i testi di Michele Pio Ledda e le musiche di Gavino Murgia, sassofonista nuorese impegnato fra jazz ed etnofonia sarda (ma non solo): una produzione originale del festival ispirata alle leggende e alle tradizioni sarde incentrate sull'acqua, e che mescola suoni arcaici e moderni, canto a tenore e rap, filastrocche, versi improvvisati e videoart. Nel cast di scena in piazza Roma la sera del 4 settembre (ore 21:30), la cantante algherese Franca Masu, il chitarrista Marcello Peghin, Salvatore Maltana al contrabbasso, Carlo Sezzi alla batteria, i Tenores Gòine di Nuoro, il "teknoartista" Giacomo Verde, la voce recitante di Gianni Cossu e quella del poeta estemporaneo Antonello Mura, oltre allo stesso Gavino Murgia ai sassofoni, al duduk e ai flauti.
L´acqua è l´elemento essenziale anche di "Ichthys sacro stagno", un´originalissima installazione - una grande vasca dove nuotano decine di pesci - ideata per la chiesa di San Giovanni dei Fiori da Salvatore Garau. L´artista oristanese di Santa Giusta (ma da tempo vive e lavora a Milano), già batterista negli anni Settanta del gruppo rock d´avanguardia Stormy Six, firma anche il dipinto che campeggia sui manifesti del festival: una "maschera" rossa che allude, forse, a quella enigmatica e androgina de "su Componidori", il protagonista della "Sartiglia", l´antica festa equestre di Oristano.
La maschera e l´acqua connotano così simbolicamente questa edizione numero otto di Dromos che va in scena grazie al contributo dell´Assessorato allo Spettacolo e Attività Culturali della Regione Autonoma della Sardegna, degli Assessorati alla Cultura della Provincia e del Comune di Oristano, e con la collaborazione dei Comuni di Cabras, Nurachi e San Vero Milis.
Per informazioni:
associazione culturale Dromos, tel. 0783310490
E-mail: applausi@tiscalinet.it
Website: www.dromosfestival.it
(28-08-2006)
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