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cultura

Il Canto del Mondo

S’intitola così il Festival, quest’anno alla sua seconda edizione nato da un’idea dello scrittore di Maurizio Baggiani. Tanti gli ospiti dal 15 luglio al 18 agosto, in più con Riondino e Vergassola, un programma di due giorni incentrato sul raccon


IL FESTIVAL
Appennino luogo di narrazioni. Questa la storia antica e questo il futuro di un Festival, alla sua seconda edizione, nato da un’idea dello scrittore Maurizio Maggiani in collaborazione con Luca Baccelli, Alba Donati, Massimo Marsili, Clementina Santi e Alessandra Trabucchi, e organizzato dalla Provincia di Lucca in qualità di ente capofila per il progetto, con la collaborazione dei Comuni e delle Comunità Montane delle Province di Reggio Emilia, Parma e Massa Carrara, e la consulenza del Centro Tradizioni Popolari di Lucca.
Tra luglio e agosto nel quadrilatero del Parco dell’Appennino, che comprende i territori della Garfagnana, della Lunigiana, del Parco del Gigante e il versante appenninico parmense, si incontreranno scrittori, poeti, attori, musicisti, maggianti, cantafole e cantastorie, tutti uniti da una passione: la narrazione orale.
Il Canto del mondo rappresenta anche un’occasione davvero unica per conoscere questo luogo straordinario e struggente, misterioso e favoloso che è il Parco dell’Appennino con i suoi castelli, i mulini, i borghi, i boschi di castagni, i laghi, le pievi.
Tra gli ospiti del Festival, oltre a Maurizio Maggiani, ci saranno Ascanio Celestini, Alba Donati, Ivana Monti, Elisabetta Salvatori, Lisetta Luchini, Marco Cattani, Vincenzo Pirrotta, Mauro Chechi, la Compagnia del Maggio della Val d’Asta e Andreino Campoli detto Tatone il Contafole. Molti di questi artisti hanno posto la narrazione al centro del loro lavoro sia esso di tipo testuale, sia musicale che teatrale. Alcuni di loro (come Maggiani, Donati, Monti) hanno anche un legame biografico con l’Appennino, essendovi nati o avendo scelto i suoi luoghi per viverci.
In occasione del Festival, la Provincia di Lucca, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio, inserisce nel programma del Canto del mondo un’appendice fuori dal parco: Maurizio Maggiani ha elaborato, con la collaborazione di David Riondino e Dario Vergassola, un programma di due giorni incentrato sul racconto epico.


IL PARCO DELL’APPENNINO
Il Festival unisce i luoghi del crinale appenninico tosco-emiliano, luoghi che dal crinale sono stati divisi ma che hanno avuto una storia culturale simile: la comune vocazione alla conservazione delle tradizioni orali e del sapere a queste connesso. La narrazione si è espressa nei secoli in varie forme popolari come i Maggi, i contafole e i cantastorie e ha rappresentato la trama di un territorio veramente unito dai racconti tramandati da una generazione all’altra, passati da borgo a borgo, da un versante all’altro. I luoghi del Festival sono molti: da San Romano e Varliano in Garfagnana a Sassalbo e Comano in Lunigiana; da Castelnovo ne’ Monti e Villa Minozzo sul versante Reggiano a Corniglio nel Parmense. Saranno proprio le piccole piazze, o i sagrati, le Pievi, come la Pieve di Crespiano, le aie, le radure, come quella mitica di Varliano dove da sempre si rappresentano i Maggi, ad accogliere i nuovi e i vecchi narratori, proprio su quei sassi o in quei boschi di castagni dove un tempo qualcuno, sul far della sera, si sedeva e iniziava a raccontare.
L’Appennino è un’identità che si è formata in una singolarità geografica fisica e umana che permane oltre le epoche. “È per chi ci vive, per chi ci è nato per chi ci torna - dice Maurizio Maggiani - radici che si sono fatte albero, un albero che vive da millenni, che conserva le tracce fossili delle sue età, che ad ogni mutare di stagione porta nuovi segni sul tronco e nuovi germogli sui rami. È nell’immaginario di chi vi si è nei secoli inoltrato e ancora lo transita, un luogo dell’Altrove, un luogo del Fantastico. Per gli uni e per gli altri, è un luogo di narrazioni. Gli abitanti dell’appennino tosco-emiliano hanno costruito nel tempo macchine di narrazione complesse e originali, hanno insegnato qualcosa all’Ariosto, hanno imparato forse qualcosa da lui. Hanno una sorta di coazione alla costruzione del fantastico e con quello alimentano il loro albero, la propria identità. La montagna è una Voce.”
Il Canto del mondo intende dare spazio a questa voce, far rivivere e creare uno spazio della narrazione, fare della montagna appenninica il corpo e il luogo delle Voci del Mondo. Il Parco dell’Appennino diventerà un punto di riferimento nazionale ed internazionale “per chi si occupa, ha piacere, è curioso del raccontare”.

IL CURATORE Maurizio Maggiani
Racconto

Racconto epico su grandi fatti che sconvolsero il mondo ed egli medesimo.
Maurizio Maggiani, nato a Castelnuovo Magra nel 1951, da genitori di modesta condizione, abita a Genova e vanta un curriculum da scrittore americano dei tempi eroici: è stato maestro carcerario, maestro di bambini ciechi, operatore cinematografico, aiuto regista, montatore, fotografo, pubblicitario, costruttore di pompe idrauliche, impiegato comunale. Legge di tutto, da Dylan Thomas a Stephen King. Ha sempre vissuto nella regione in cui è nato, ma intimamente si sente apolide, un cittadino del mondo. Si è fatto conoscere come scrittore nel 1987, vincendo il concorso per la narrativa del settimanale “L”Espresso”. Ha pubblicato in seguito altre opere narrative tra le quali: Màuri, Màuri, Il coraggio del pettirosso con il quale ha vinto il Premio Viareggio – Rèpaci e il premio Campiello, La regina disadorna e Il viaggiatore notturno, vincitore del Premio Strega 2005.

GLI OSPITI

Andreino Campoli detto “Tatone il Contatole”
Fole della Garfagnana

Le “fole” sono antiche favole della tradizione popolare. A volte narrano episodi realmente accaduti, a volte sono invece completamente inventate, ma hanno sempre uno sfondo contadino ed un tono buffo, vòlto a strappare il riso a grandi e piccini. La Garfagnana ne è particolarmente ricca.

Andreino Campoli è nato a Castelnuovo Garfagnana nel 1952. Adesso vive a Sant’Anastasio, nel comune di Piazza al Serchio, e lavora come operaio presso la Gorghi, un’industria metalmeccanica della zona che produce attrezzature per gommisti. Nel 1990 è stato eletto Consigliere nel comune di Piazza al Serchio e, durante il mandato, è stato tra gli ideatori della manifestazione “Natale insieme”, che portava dei raccontatori di favole, le “fole” appunto, nelle varie frazioni del comune. E così è nata la sua passione per questa antica tradizione popolare.

Marco Cattani group
Spettacolo di canzoni d’autore e testi sulle storie dell’emigrazione

Uno spettacolo dedicato al “canto del mondo”, all’emigrazione, alla contaminazione delle culture. Con Marco Cattani la canzone si fa veicolo delle emozioni provenienti dalle storie degli emigranti italiani, che hanno tramandato alle generazioni successive la cultura e la musica della propria terra.
Cattani propone una lettura contemporanea delle vicende legate ai viaggi, alla paura dell’ignoto, al sentimento di appartenenza vissuto attraverso la musica. Le storie e le canzoni sono rilette in maniera divertente, ironica, una rilettura etno – jazzistica con linguaggio contemporaneo.
Le canzoni d’autore disegnano un percorso che va dalle canzoni dell’emigrazione italiana nel mondo, con De Gregori, Fossati, Tenco e Morricone, ad un omaggio ad Astor Piazzola e agli emigranti in Argentina, dall’emigrazione italiana da sud a nord negli anni ’60 con Sergio Endrigo, Bruno Lauzi e Gino Paoli, ai nuovi immigrati in Italia con Baccini e lo stesso Cattani, per finire con le canzoni della tradizione popolare come Maremma Amara e Mamma mia dammi 100 lire.

Marco Cattani ha collaborato con Paolo Fresu e il percussionista Naco alla realizzazione del cd Naufragi, in veste di chitarrista-arrangiatore e produttore. Nel 2001 realizza il cd di musica e poesie Sorvoli e nel 2002 scrive le musiche per la performance d’arte contemporanea L’albero wak-wak, commissionate da Artedove. Nel 2004 produce come arrangiatore e chitarrista lo spettacolo L’albero dell’emigrazione – trenta giorni di macchina a vapore, per la Provincia di Lucca e la Fondazione Cresci per l’Emigrazione italiana, con la partecipazione di Petra Magoni.

Mauro Chechi
Santi e Briganti

Ballate di Cantastorie e improvvisazioni poetiche
Una rappresentazione originale, divertente e di alto livello culturale che porta a scoprire il mondo delle ballate, delle improvvisazioni, degli stornelli e delle serenate, proposte con una tecnica moderna e incalzante e con un accompagnamento di strumenti d’epoca quali una chitarra ottocentesca e un organetto a passaggio. Mauro Chechi improvvisa su temi richiesti dal pubblico e sull’attualità, ma narra anche, nelle sue composizioni, di vecchi poderi, di briganti, santi ed eroine più o meno fortunate come la Bella Marsilia e Pia de’ Tolomei.
Le ballate nascono estemporaneamente, adattando, con incredibile senso metrico, i versi in rima ad una melodia. Grazie alla forte interazione con il pubblico viene ricreato il rapporto tipico della veglia. L’esibizione di Chechi fa rivivere le modalità di intrattenimento proprie delle fiere antiche, quando si esibivano cantori o poeti nelle taverne, agli angoli delle piazze, sui sagrati delle chiese, ai margini delle strade.

Mauro Chechi, laureato in Giurisprudenza, lasciata la toga forense svolge dal 1979 attività artistica e di ricerca. Grazie al suo libro Come si improvvisa cantando, ha rappresentato le nostre tradizioni in molte importanti circostanze (meetings internazionali di improvvisazione in Spagna, alle Isole Canarie, in Messico e altri rendez-vous con artisti e studiosi di vari paesi mediterranei). Tiene da anni corsi sulle antiche tecniche di intrattenimento e opera in scuole e circoli privati. Insegna in una Scuola di Improvvisazione Poetica a Terranova Bracciolini. Ha partecipato a grandi spettacoli (importante la presenza a “Volterrateatro”, sotto la direzione artistica di Vittorio Gassman ), e ha lavorato con grandi artisti come Roberto Benigni. E’ reduce da una fortunata tourneè di tre anni che l’ha visto impegnato in molti teatri europei tra cui la Fenice di Venezia. Scritturato dal prestigioso Berliner Ensemble di Bertolt Brecht, ha lavorato per tre anni a Berlino.

Ascanio Celestini
La pecora nera. Elogio funebre del manicomio elettrico

“Raccolgo memorie di chi ha conosciuto il manicomio un po’ come facevano i geografi del passato. Questi antichi scienziati chiedevano ai marinai di raccontargli com’era fatta un’isola, chiedevano a un commerciante di spezie o di tappeti com’era una strada verso l’Oriente o attraverso l’Africa. Dai racconti che ascoltavano cercavano di disegnare delle carte geografiche. Ne venivano fuori carte che spesso erano inesatte, ma erano anche piene dello sguardo di chi i luoghi li aveva conosciuti attraversandoli.
Così io ascolto le storie di chi ha viaggiato attraverso il manicomio non per costruire una storia oggettiva, ma per restituire la freschezza del racconto e l’imprecisione dello sguardo soggettivo, la meraviglia dell’immaginazione e la concretezza delle paure che accompagnano un viaggio”
Ascanio Celestini

Ascanio Celestini è nato a Roma nel 1972. Lavora con la Compagnia Teatro del Montevaso di Livorno e con Canti per l’Agresta di Roma, gruppo musicale che svolge un’attività di raccolta e rielaborazione di canti e musiche popolari. Ha lavorato come mascheraio per diversi artisti italiani e insegna tecniche del racconto orale, costruzione e uso della maschera ad anziani, adulti, bambini, ad attori professionisti e non. Tra i suoi spettacoli, di cui è autore, regista e interprete, ricordiamo Cicoria (1998), In fondo al mondo e Pasolini (1999) con Gaetano Ventriglia. Vita morte e miracoli è il primo movimento di Milleuno, una trilogia sulla narrazione di tradizione orale, di cui fanno parte anche gli spettacoli Baccalà, Il racconto dell’acqua e La fine del mondo. Nel 2005 ha vinto il Premio UBU per lo spettacolo Scemo di guerra nella categoria “Nuovo testo italiano”.

Compagnia del Maggio del Monte Cusna della Val D’Asta (RE)
La Compagnia Maggistica Monte Cusna della Val D’Asta è attiva dal 1973. Sotto la direzione artistica di Giordano Zambonini, ha messo in scena più di 35 copioni, per un totale di oltre 300 rappresentazioni e ha preso parte a tutte le edizioni della Rassegna Nazionale del Maggio, esibendosi tra l’altro per il Teatro comunale di Bologna, di Reggio Emilia e per la Scuola d’Arte Drammatica di Milano.
Caratteri distintivi della compagnia cono il grande risalto che i maggerini danno alla gestualità e alla mimica che accompagna il canto, la grande enfasi che caratterizza i combattimenti, alle scenografie appositamente studiate.
La Compagnia Monte Cusna è caratterizzata inoltre da una cospicua presenza di attrici, che non interpretano soltanto ruoli prettamente femminili come regine e damigelle ma anche di guerriere, capaci di dare vita a memorabili combattimenti.
La Compagnia Monte Cusna in questi anni ha affiancato alla normale attività, interventi in ambito scolastico, scambi culturali come la rappresentazioni nell’ambito del “Summer Program” della Columbia University, La Pasqua Rosada con La Compagnia dei Pupi di Onofrio Sanicola.

Alba Donati
Il Mondo salvato dai ragazzini

Racconto e lettura di poesie
A San Romano leggerà un poemetto epico su Beslan: la “prima strage di bambini del nuovo millennio”. Pianto per la distruzione di Beslan ripercorre formalmente un grande poema epico russo del 1300 Pianto per la distruzione di Razan. Per Alba Donati la poesia nasce dal racconto ed è, prima di tutto, testimonianza civile. Per lei, (si veda il primo libro La repubblica contadina che costituì, alla sua uscita un piccolo caso letterario e riportò sulla scena parole come poesia civile e poesia epica), la poesia nasce nel cuore della Garfagnana, dai racconti mille volte ascoltati di suo padre e di sua madre, entrambi segnati alla fine della Seconda Guerra Mondiale da grandi tragedie familiari. Da qui il grande affresco (hanno scritto “una nuova e rovesciata Spoon River”) di nomi-volti-destini, portatori di malinconia ma anche di luce, di valori, segno di una comunità dei viventi a cui l’umanità intera dovrebbe ancora ispirarsi per sopravvivere. In questo contesto un particolare rilievo hanno i bambini, il modo in cui guardano il mondo, e il modo in cui vengono regolarmente trucidati in ogni parte del mondo. Solo la capacità di non dimenticare nonostante tutto è un piccolo passo verso la salvezza.

Alba Donati vive tra Firenze e Lucignana, il piccolo paese della Garfagnana dove è nata. Ha pubblicato La repubblica contadina (City Lights Italia 1997, Premio Mondello “Opera Prima” 1998, Premio Sibilla Aleramo 1999) e Non in mio nome (Marietti 2004, Premio Diego Valeri 2004 e Premio Pasolini 2005). Ha curato Costellazioni italiane 1945-1999. Libri e autori del secondo Novecento (Le Lettere, 1999), Poeti e scrittori contro la pena di morte (Le lettere, 2001), l’edizione completa delle poesie di Maurizio Cucchi (Oscar Mondadori, 2001) e, insieme a Paolo Fabrizio Iacuzzi, il Dizionario della libertà (Passigli 2002), con interventi di Todorov, Yehoshua, Adonis, T.B. Jelloun, Bauman, O’Connor, Luzi, e altri.

Lisetta Luchini
Ascoltate quante storie…

Uno vero e proprio canto di storie, dove la musica accompagna ogni narrazione-racconto, uno spettacolo brillante e scorrevole, un dialogo in versi e melodia.
Verranno narrate storie antiche, vere, tratte dai repertori di tradizione orale, e storie attuali, scritte dalla stessa Lisetta Luchini, spesso al femminile.
Dalle tragiche e sociali toscane Ballata della povera Giulia, Quando venivi a San Piero, O Fedora, La Sciagura della miniera di Ribolla, Il Mastio di Volterra, Sante Caseario e Peppino amato, alle comiche In riva all’Arno, Il mio matrimonio, Su i’filobus di Fiesole, Cile e Calcutta.
Infine storie musicali di altri popoli, animate per mano e voce di Luca di Volo ed Eleonora Tassinari, storie di emigrazione, di culture allo sbando e di terre lontane.
In piu’ brevi e significativi racconti attinti dagli archivi del Centro Studi Tradizioni Popolari e infine qualcosa di colto: Dante, poeta e narratore per eccellenza.

Lisetta Luchini è nata a Firenze da una famiglia proveniente dal Valdarno, è chitarrista, cantante di musica popolare toscana e voce di contralto. E’ una cantastorie e possiede la tessera n. 13 dell’AICA, (Associazione Cantastorie Italiani “Lorenzo De Antiquis”) E’ autrice di storie al femminile. Ha vinto il Premio “Giovanna Daffini” nel 2000 con il Il Valzer che… ed un secondo posto nel 2004 con il testo Con chissà chi.

Ivana Monti
Caro Appennino. Storie e voci di poeti dell’Appennino reggiano
Ivana Monti
, attrice formatasi al Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strheler, ha recitato in commedia, tragedia, dramma, grottesco, operetta e commedia musicale. Lavora in Teatro, Cinema, Radio e Televisione. Dal 1996, alla scomparsa del marito, il giornalista Andrea Barbato, vuole essere testimone responsabile del suo tempo, come lui le chiedeva, e si dedica al Teatro Contemporaneo, non abbandonando tuttavia i grandi classici. Attualmente in TV, dopo Distretto di Polizia, recita in Incantesimo. In Teatro è Helga ne Lo zio di e con Franco Branciaroli, regia di Claudio Longhi (stagione 2005).

Vincenzo Pirrotta
Il Tesoro della Zisa

Il Tesoro della Zisa è una trilogia teatrale scritta dallo stesso Pirrotta, che include i testi N'gnanzou', La fuga di Enea e La morte di Giufà. E’ uno spettacolo fatto di piccoli racconti, molto eterogenei: si va dalla fiaba di Colapesce a quelle che sembrano vere e proprie esperienze personali. L’omaggio esplicito, divertito e divertente, alla tradizione del cunto siciliano, fa riemergere da memorie lontanissime storie di mattanze e canti arcaici della tradizione siciliana, attraverso una vocalità potente e straordinaria.

Vincenzo Pirrotta, allievo di Mimmo Cuticchio, è un erede della tradizione dei cuntisti e dei cantastorie siciliani, e lavora all'innesto di questa arcaica tradizione siciliana con sperimentazioni teatrali e artistiche contemporanee.
Dal 1990 al 1996 ha lavorato agli spettacoli classici del teatro Greco di Siracusa. Ha interpretato Federico II nelle manifestazioni federiciane in Sicilia e nel 1995 ha ricevuto il premio “Giusto Monaco”. Ha diretto La lupa di Giovanni Verga per le Verghiane 2002, il Prometeo di Eschilo per l’associazione Campania grandi classici e Fondali riflessi tratto da Il vecchio e il mare di Hemingway. E’ stato protagonista nel Tancredi e Clorinda al teatro dell’opera di Roma, e del Ratto dal serraglio di Mozart per la regia del maestro Roberto De Simone. Ha curato la regia delle Nozze di Figaro per il teatro nazionale dell’opera di Malta e diretto e tradotto le Eumenidi di Eschilo per la biennale di Venezia 2004. Nel 2005 ha ricevuto il premio della critica come miglior regista emergente assegnatogli dall’Associazione Nazionale Critici di Teatro).

Elisabetta Salvatori
La Bella di nulla

E’ la storia di Giuseppina Silvestri, nata in Versilia nel 1881 e che chiamavano la Bella di nulla. Aveva un rapporto particolare col mare: tutti i giorni si immergeva nell’acqua, recitava il rosario e gli parlava dandogli del “voi”, era la sua casa, la sua chiesa e il suo camposanto. Aveva una capacità comunicativa straordinaria e sapeva raccontare. Rimase vedova molto giovane con due figli e con i pochi soldi che aveva si comprò un revolver per difendersi e un grammofono per ascoltare la musica e per mantenersi raccontava storie. Lo faceva nella sua casa e per pochi spiccioli, mezza bottiglia d’olio, improvvisava sul tema richiesto dal pubblico, da piangere, da ridere, d’amore. Morì nel 1967 davanti al mare.

La bimba che aspetta
La bimba che aspetta è il titolo di una scultura della fine dell’800 collocata nel cimitero di Viareggio. Lo scultore è un anarchico, la modella una bimba di sei anni che vivrà portandosi addosso l’esperienza dell’attesa della madre scomparsa; il committente della scultura è suo padre: un uomo addolorato, un anticlericale appassionato d’arte
Il clima monarchico di Carrara e quello della Belle Epoque viareggina fanno da sfondo ad racconto struggente, avvolto nelle atmosfere culturali e politiche del tempo.
Ed è il pretesto per raccontare la storia del marmo.

Elisabetta Salvatori è nata a Viareggio nel 1963 e vive a Forte dei Marmi, in una casa che da due anni ospita il piccolo Teatrino dei Favolanti, con una sua programmazione teatrale aperta al pubblico. Racconta favole per bambini e storie per adulti tratte da episodi veri, trascritti poi per il teatro. I testi sono per metà in versiliese. Ha curato per 10 anni una rassegna per bambini Fiabe a teatro in Versilia.

Tandarandan
Épata: la musica delle stagioni

Ricordate le miniature medievali piene di particolari di vita quotidiana ?…contadini che mietono il grano, campagne, città meravigliose, cieli azzurri punteggiati di nubi bianche, la luna, gli astri, i cicli delle stagioni…il calendario! E’ ciò che ha ispirato questo progetto, scoprire un grande affresco consumato dal tempo e cercare di riportarlo a nuova luce: la cultura popolare di Lunigiana, il senso del sacro, i suoni delle parole. E ancora i cicli del sole e della luna: épata, il calcolo tramandato oralmente dai contadini per determinare il ciclo lunare durante l’anno e poter seminare nel momento giusto e raccogliere proficuamente.
Tracce sonore venute dal profondo, da percorsi umani, religiosi, politici. I cori, le bande musicali, le danze, i motivi campanari, i canti di devozione, profani o politici, testimoniano del medesimo racconto, sostenuto da un’energia mai sopita nel tempo.
Il repertorio dei concerti comprende gighe, valzer, mazurke, monfrine, canzoni e ballate che testimoniano la cultura musicale rurale dell’estremo Levante ligure e della Lunigiana. Il gruppo ripropone fra gli altri strumenti un tempo presenti nel territorio lunigianese: la ghironda, la piva, l’organetto.

Tandarandan (personaggio immaginario di una filastrocca lunigianese) nasce nel 1997 a seguito della ricerca sulle tradizioni musicali dell’area lunigianese e spezzina svolta da Mauro Manicardi. Questo lavoro, iniziato nei primi anni ’90, rappresenta per il territorio una ripresa dell’interesse verso la musica tradizionale locale e soprattutto rimette in movimento musicisti, gruppi di danza, contatti tra quanti operano nel settore della musica popolare.
Nel 1998 il gruppo produce il cd “Dalla Cisa al mare” che contiene parte della ricerca, presentando il materiale raccolto con propri arrangiamenti, si avvale delle preziose indicazioni di Edward Neill, l’etnomusicologo genovese che nel tempo diventerà amico e guida di Tandarandan.

E ci toccò partire. Un secolo di emigrazione toscana (Italia, 2005)
Proiezione video

Un film di Fabio Bianchi, Davide Bini, Serena Mora e Simone Pecorari, prodotto in Italia dalla Comunità Montana della Lunigiana, dal Museo della Gente di Toscana (Castello di Lusuolo, Mulazzo), dalla Regione Toscana e dal Consiglio dei Toscani all’Estero, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara.
Presentazione di Paolo Bissoli, Assessore alla Cultura e Turismo della Comunità Montana di Lunigiana e Direttore del Museo Regionale dell’Emigrazione

Sin dalla fine del XVII secolo le popolazioni appenniniche cercano di fronteggiare la poverissima economia delle loro vallate con spostamenti stagionali che continueranno fino alla metà del XIX secolo; poi ci si spostò per periodi più lunghi, verso aree più distanti. E ci toccò partire. Un secolo di emigrazione toscana racconta la storia di chi si imbarcava da Livorno o da Genova per viaggi che duravano anche quaranta giorni, in condizioni spesso molto disagevoli, in cerca di un futuro più speranzoso. Tra il 1870 e il 1914 si riversarono nei porti del Nord e del Sud America enormi masse di emigranti: dalla sola provincia di Lucca, negli ultimi dieci anni del XIX secolo partirono per le Americhe ben 40.000 persone, e fra gli emigranti non mancarono uomini e donne dotati di professionalità: gli scalpellini della Lunigiana, i cavatori e gli scultori di Carrara, i librai, i panificatori lucchesi e i figurinai.
Il filmato, della durata di un'ora, racconta l'esperienza dell'emigrazione dalla Toscana fondendo insieme tre elementi distinti: il racconto storico, le interviste a chi è partito, le rappresentazioni teatrali, attraverso le quali sono state ricostruite le situazioni che coloro ai quali "toccò partire" si trovarono a vivere.

Il Canto del Mondo
Info: tel. 0583/4171 (ore 9 – 14)
www.ilcantodelmondo.it
info@ilcantodelmondo.it

IL CANTO DEL MONDO
Da un’idea di Maurizio Maggiani
PROGRAMMA

Comune di Comano (MS)
15 luglio
Parco Comunale di Comano - ore 21
Tandarandan

Epata, la Musica delle stagioni
Elisabetta Piastri : flauti ,voce
Stefania Gussoni: clarinetto, voce
Mauro Manicardi: piva, organetto, voce
Maurizio Cavalli: chitarra, voce
Roberto Mazzi: ghironda, voce
David Virgilio: violino, tastiera, voce
Roberto Fatticcioni: basso
Marco Guidi: percussion

Comune di Filattiera (MS)
23 Luglio

località la Rocca Sigillino - ore 21
Proiezione del Video
E ci toccò partire. Un secolo di emigrazione toscana
Italia, 2005

Prodotto da:
Comunità Montana della Lunigiana – Assessorato alla Cultura
Museo della Gente di Toscana – Castello di Lusuolo – Mulazzo
Regione Toscana – Assessorato alla Cultura
Consiglio dei Toscani dell’Estero
Presentazione con intervento di:
Paolo Bissoli
- Assessore alla Cultura e Turismo della Comunità Montana di Lunigiana
e Direttore del Museo Regionale dell’Emigrazione

In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà presso un luogo coperto

Comune di Castelnovo ne’ Monti (RE)
1 agosto
Località Frascaro - ore 21
Lisetta Luchini

Ascoltate quante storie…
Lisetta Luchini: voce e chitarra
Luca Di Volo: sassofoni, clarinetti, violini
Eleonora Tassinari: fisarmonica, violoncello, voce…
In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà presso la Chiesa Parrocchiale

Comune di Licciana Nardi (MS)
2 Agosto
Località Tavernelle - ore 21
Marco Cattani Group

Spettacolo di canzoni d’Autore
sulle storie dell’ Emigrazione
Roberta D’Alò: voce e piano
Marco Cattani: chitarra e arrangiamenti
Fabrizio Desideri: sax e clarinetto
Pietro Bertilorenzi: basso
Michele Vannucci: batteria

In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà presso l’Ex-Colombera

Comune di Fivizzano (MS)
3 Agosto
Località Sassalbo - ore 21
Maurizio Maggiani

Un Racconto
In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà presso la Chiesa Parrocchiale

Comune di Corniglio (PR)

4 agosto
Castello - ore 21
Lisetta Luchini

Ascoltate quante storie…
Lisetta Luchini: voce e chitarra
Luca Di Volo: sassofoni, clarinetti, violini
Eleonora Tassinari: fisarmonica, violoncello, voce

In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà presso un luogo coperto

Comune di Castelnovo ne’ Monti (RE)
5 Agosto
Teatro di Castelnovo ne’ Monti - ore 21
Ascanio Celestini

La Pecora Nera
Elogio funebre del manicomio elettrico
di e con Ascanio Celestini

Comune di Ramiseto (RE)
6 Agosto
Località Succiso - ore 20
Ivana Monti
Caro Appennino. Storie e voci dei poeti dell’Appennino reggiano

Coro Bismantova di Castelnovo ne’ Monti
Direttore M. Giovanni Baroni
Testi dei poeti reggiani a cura di Clementina Santi
Organizzazione: Rosa Cantarelli

In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà presso la Chiesa Parrocchiale

Comune di Licciana Nardi (MS)
8 agosto
Castello di Terrarossa - ore 21
Proiezione del Video
E ci toccò partire. Un secolo di emigrazione toscana

Italia, 2005
Prodotto da
Comunità Montana della Lunigiana – Assessorato alla Cultura
Museo della Gente di Toscana – Castello di Lusuolo – Mulazzo
Regione Toscana – Assessorato alla Cultura
Consiglio dei Toscani dell’Estero
Presentazione con interventi di:
Paolo Bissoli - Assessore alla Cultura e Turismo della Comunità Montana di Lunigiana
e Direttore del Museo Regionale dell’Emigrazione
Caterina Rapetti - Componente Ufficio di Presidenza del Consiglio dei Toscani all’Estero

Comune di Fivizzano (MS)
9 Agosto
Ostello degli Agostiniani - ore 21
Proiezione del video
E ci toccò partire. Un secolo di emigrazione toscana

Italia, 2005
Prodotto da
Comunità Montana della Lunigiana – Assessorato alla Cultura
Museo della Gente di Toscana – Castello di Lusuolo – Mulazzo
Regione Toscana – Assessorato alla Cultura
Consiglio dei Toscani dell’Estero
Presentazione con intervento di:
Paolo Bissoli - Assessore alla Cultura e Turismo della Comunità Montana di Lunigiana
e Direttore del Museo Regionale dell’Emigrazione

Comune di Villa Minozzo (RE)
9 Agosto
Località Sologno - ore 21.00
Vincenzo Pirrotta

Il tesoro della Zisa
di e con Vincenzo Pirrotta

In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà presso un luogo coperto

Comune di Villa Collemandina (LU)
10 Agosto
Corfino – Piazza del Santo
Sagrato della Chiesa - ore 21
Lisetta Luchini

Ascoltate quante storie…
Lisetta Luchini: voce e chitarra
Luca Di Volo: sassofoni, clarinetti, violini
Eleonora Tassinari: fisarmonica, violoncello, voce

In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà presso il Teatrino Parrocchiale di Corfino - Piazza del Santo

Comune di Filattiera (MS)
10 Agosto
Località Serravalle - ore 21
Mauro Chechi

Santi e Briganti
di e con Mauro Chechi

In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà presso la Chiesa Parrocchiale

Comune di Ligonchio (RE)
11 Agosto
Località La Centrale - ore 21
Marco Cattani Group

Spettacolo di canzoni d’Autore
sulle storie dell’ Emigrazione
Roberta D’Alò: voce e piano
Marco Cattani: chitarra e arrangiamenti
Fabrizio Desideri: sax e clarinetto
Pietro Bertilorenzi: basso
Michele Vannucci: batteria

In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà presso il Teatro di Ligonchio

Comune di San Romano in Garfagnana (LU)
12 Agosto
Borgo – Sagrato della Chiesa - ore 21
Alba Donati

Il Mondo salvato dai ragazzini
Lettura di poesie
di e con Alba Donati

in caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà presso il Palazzetto dello Sport

Comune di Collagna (RE)
12 Agosto
Località Cerreto Alpi – Borgo - ore 21
Andreino Campoli detto Tatone il Contafole
Fole della Garfagnana


In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà presso la Chiesa Parrocchiale

Comune di Collagna (RE)
13 Agosto
Collagna - Borgo - ore 21
Mauro Chechi

Santi e Briganti
di e con Mauro Chechi

In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà presso la Chiesa Parrocchiale


Comune di Giuncugnano (LU)
13 Agosto
Varliano - ore 15.30
Compagnia del Maggio della Val d’Asta

(Reggio Emilia)
Maggio Epico
13 agosto
Località Magliano - ore 21.00
Elisabetta Salvatori
La Bella di Nulla
di e con Elisabetta Salvatori
Matteo Ceramelli-violino

In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà in un luogo coperto

Comune di Busana – (RE)
16 Agosto
Località Ca’ Ferrari - ore 21
Elisabetta Salvatori

La Bella di Nulla
di e con Elisabetta Salvatori
Matteo Ceramelli: violino

In caso di pioggia lo spettacolo si svolgerà presso la Chiesa Parrocchiale

Comune di Comano (MS)
18 Agosto
Pieve di Crespiano - ore 21
Elisabetta Salvatori

La Bimba che aspetta
di e con Elisabetta Salvatori
Matteo Ceramelli: violino
Davide Germini: fisarmonica

In caso di pioggia gli spettacoli si svolgeranno nella Chiesa di Crespino.

(19-07-2006)




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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 19-07-2006 alle :