Quest’estate i visitatori degli scavi di Pompei avranno l privilegio di vedere anche una mostra dedicata al rapporto con l'acqua e con il mare e un nuovo itinerario che comprende la Palestra Grande, riportata alla luce tra il 1933 e il 1935, ma praticamente mai aperta al pubblico.
Si tratta del quarto appuntamento con "Le stagioni di Pompei", organizzato dalla soprintendenza speciale che custodisce i resti della
città sepolta con l’eruzione vulcanica del lontanissimo 69 d.C.
Fino al 31 luglio i visitatori saranno anche accolti con particolari attenzioni: bevande rinfrescanti realizzate con infusi di malva, limone, verbena o camomilla, utilizzate dagli antichi pompeiani come antidoto per il caldo, addirittura poi fanghi curativi (così come consigliava Plinio), ma potranno anche assistere al racconto dei giochi il divertimento estivo preferito dagli abitanti della città, presso l'anfiteatro coperto, per l'occasione, con ampi tendoni.
Si chiama proprio "Svaghi d'estate" il breve itinerario realizzato dalla soprintendenza che parte dall'anfiteatro, passa per la Palestra Grande restaurata e ombreggiata nuovamente dai platani e si conclude nel giardino di Loreio Tiburtino: i luoghi dedicati allo svago dai diversi ceti sociali.
Per gli avventori estivi c’è anche “Pompei e l'acqua”, un'esposizione didattica centrata sull'importanza del fiume Sarno e del mare nella vita quotidiana dei pompeiani.
Si tratta di un allestimento mobile sistemato sotto il portico nord della Palestra Grande, diviso in due sezioni, dedicate al fiume e al mare. Sono stati ricostruiti ambienti reali, esponendo reperti anche naturalistici e modelli di macchine che servivano a sollevare l'acqua per usi agricoli o civili e, meraviglia delle meraviglie è stata ricostruita anche una salina con cinque vasche a diverso gradiente di saturazione per mostrare come venisse estratto il sale anticamente.
Al termine dell'esposizione c’è un punto vendita con i testi di riferimento per la mostra, ma anche sperimentazioni condotte su antichi ricettari sia cosmetici che culinari, tra le quali la riproposizione di una ricetta di cipolle conservate di Colummella, autore del "De re agricola", il trattato su tutta la conoscenza romana legata all'agricoltura.
(20-06-2006)
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