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Musiche dalle Città Invisibili

Il Parco della Triennale di Milano ospita lo spettacolo di musica, parola e luce ideato dal pianista e compositore Claudio Angeleri e ispirato all’omonimo romanzo di Italo Calvino


Giovedì 3 luglio, alle ore 21.00, a Milano, presso il Parco della Triennale, si potrà ammirare Musiche dalle Città Invisibili uno spettacolo di musica, parola e luce ideato dal pianista e compositore Claudio Angeleri. Ispirato all’omonimo romanzo di Italo Calvino, trae spunto dalla fortunata mostra che la Triennale di Milano dedicò alle Città Invisibili di Calvino nel 2002-2003 in occasione del trentennale. Realizzato nel 2004 come progetto originale di Notti di Luce, Musiche dalle Città Invisibili è stato replicato con successo in diversi festival con l’aggiunta di solisti ospiti di prestigio come Bob Mintzer e Franco Ambrosetti.

Si tratta di un viaggio fantastico in alcune tra le città descritte nel libro di Calvino da Marco Polo al Gran Kahn. Si narra di luoghi immaginari al di fuori del tempo che ricordano antiche città o metropoli modernissime. Alcune sono sospese su lunghi trampoli altre sono al confine tra due deserti, di sabbia e di mare, altre ancora sono perfettamente identiche tra loro anche a migliaia di chilometri di distanza.
Per tradurre in spettacolo questo caleidoscopio di immagini e sensazioni si è lavorato sia sulle specificità dei diversi linguaggi (musica, parola, immagini) sia sulle nuove possibilità offerte dai rapporti interdisciplinari.
È la musica, ad esempio, a narrare il racconto assumendo perciò la funzione descrittiva specifica del testo mentre la parola, recitata o cantata (e spesso anche filtrata elettronicamente), viene spesso utilizzata per la potenziale qualità musicale oltre che per la coerenza lessicale.
Lo spettacolo, in linea con la logica del libro di Calvino, è concepito in una sequenza di quadri, diversi tra loro, ognuno con una propria storia ed i suoi protagonisti.
Di conseguenza i suoni tracciano una molteplicità di impronte uditive, attraverso la parola letta e cantata e attraverso i diversi strumenti, come scie luminose che indicano percorsi individuali all’ascoltatore, che le può vivere nella loro piena potenzialità rendendole in ogni istante "individuali" nell’interpretazione, in quanto "non sempre i segni, così come li cogliamo, ci dicono ciò che noi crediamo ci vogliano dire".


(03-07-2008 07:05)



 
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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 03-07-2008 alle :