Salute
Ambiente
Sport
Società
Beni culturali
Patrimoni edilizi
Imprese
Economia
Scuola
Università
Turismo Enogastronomia Virtual
Poleis
Innovazione
Tecnologica
 
 cultura    NOTIZIE O Line

Conservazione e restauro del paesaggio del più esteso Museo all'aperto della Grande Guerra

“Dalle rovine al parco divertimenti?” Di questo si discuterà nella due giorni inserita nel programma della Settimana dell'Alpino, la manifestazione di commemorazione del 90esimo dalla fine della Prima Guerra Mondiale


Comincia il 2 luglio il convegno di studi dedicato alla conservazione e al restauro del paesaggio del più esteso Museo all'aperto della Grande Guerra che si trova sopra a Cortina d'Ampezzo. Si tratta di un prezioso momento di riflessione per definire linee di intervento comuni.
I due giorni di approfondimento rientrano nel ricco programma della Settimana dell'Alpino, che raccoglie diversi eventi e manifestazioni per commemorare il 90esimo dalla fine della Prima Guerra Mondiale e per festeggiare la fine dei lavori che hanno portato al completamento del Museo all'aperto del Sasso di Stria.

Il convegno “Dalle rovine al parco divertimenti?” già dal titolo, manifesta l'intento di far luce sugli interventi di restauro del paesaggio della Grande Guerra.
“Se si continua con questo ritmo ci troveremo veramente, e non solo ironicamente, nel pericolo di non poter più vedere un manufatto originale, ma solo copie e rifacimenti – afferma Marco Balbi, Presidente della Società Storica Guerra Bianca e primo relatore della giornata di domani – e finiremo anche noi, un domani, col dire come Dickens: “Dio sia lodato, un rudere!” quando troveremo un manufatto della Grande Guerra non restaurato, pulito e ricostruito”.
Parole, queste, che esprimono grande preoccupazione per l'ondata di restauri cui sono state sottoposte le vestigia della Grande Guerra, un patrimonio storico-artistico che, per la sua peculiarità, non può essere trattato come un bene culturale in senso stretto. Si tratta infatti o di opere campali di natura effimera come trincee e camminamento, o di manufatti industriali: nel primo caso, non è difficile incorrere nel rischio di alterazione delle testimonianze; mentre nel secondo, la serialità, e quindi la grande quantità, degli oggetti è stato il pretesto per intervenire senza limiti.
Proprio per evitare che questo paesaggio di guerra, composto da trincee, postazioni, camminamenti, caverne, gallerie, sia sottoposto a operazioni di ricostruzione che, oltre a mescolare ciò che è originale da ciò che è ricostruito, tolgono autenticità al luogo, è necessario stabilire una metodologia condivisa.
E sarà proprio il convegno di Cortina d'Ampezzo a raccogliere le diverse figure impegnate nella conservazione delle aree della Grande Guerra: istituzioni, soprintendenze, esperti giuridici, archeologi, enti e associazioni del territorio. Una preziosa occasione, dunque, per fare il punto sulle esperienze di lavoro condotte fino ad oggi nel campo del restauro dei manufatti della Grande Guerra e per aprire un tavolo di discussione sui temi della competenza giuridica e della metodologia d’intervento con l’obiettivo di arrivare alla stesura di una bozza di protocollo metodologico da sottoporre alle autorità competenti e a tutti quanti operano nel settore.
L’approvazione nel 2001 della legge sulla tutela del Patrimonio storico della Prima guerra mondiale e la sempre più forte richiesta di itinerari e mete da parte del turismo culturale, hanno portato in questi ultimi anni ad un aumento esponenziale degli interventi di restauro e 'valorizzazione' dei siti e dei manufatti della Grande Guerra. Interventi effettuati da soggetti molto differenti fra loro per esperienza, bagaglio tecnico e approccio che hanno determinato una molteplicità di modalità di lavoro con risultati molto diversi. Da tempo, quindi, si sentiva l’esigenza di un momento di riflessione per definire linee di intervento comuni e criteri scientifici accettabili da tutti.
L'occasione è stata data dalla settimana di commemorazione dei 90 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale che è in corso tra i comuni di Cortina d'Ampezzo, Badia e Livinallongo del Col di Lana che, oltre alle esercitazioni delle truppe alpine e ai momenti di spettacolo con la Brigata della Fanfara Julia, hanno voluto dedicare ampio spazio a momenti di approfondimento.


(02-07-2008 07:12)



 
[ stampa ]    [ archivio ]  [ home ]

A Perugia, l'inganno di venticinque artisti internazionali

Musei a cielo aperto a Milano

FRAME al Salone del Libro di Torino

Buon compleanno Palazzo Barberini

Consumi, a marzo il livello più basso dal 2000

Ad Eboli, una settimana dedicata a Carlo Levi

Venezia, tre mostre all'Officina delle Zattere

Nasce MImprendo Italia, la creatività dei giovani per l’impresa di domani

Aspettando la nuova banconota da 5 euro

Vino, in Italia arriva la stampa cinese

UNESCO, l’Italia candida una pratica agricola a patrimonio dell’umanità

Turismo, un 2012 all'insegna del segno "meno"

M’illumino di meno 2013, 
 la festa del risparmio energetico “sale” in politica

The New Italian Design 2.0. Alla Triennale

Nuova vita per la genovese Via del Campo

Raffaello verso Picasso. Una mostra di ritratti

La fastosa dimora dell’ultimo Doge di Venezia si fa scrigno di dipinti sacri e profani di Giovanni Battista Tiepolo

Le Atmosfere di Piero Pizzi Cannella al Mic

Natale in famiglia per gli Italiani

 


Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 02-07-2008 alle :